Domenica 7 giugno - Chiesa Ss. Cassiano e Ippolito - Via San Cassiano - Avigno VA - ore 15,45 - ingresso libero e gratuito
Dialoghi di Pace
Anno 2026 - XX edizione
La pace sia con tutti voi
Verso una pace disarmata e disarmante
Il messaggio di papa Leone XIV per la 59a Giornata Mondiale della Pace risuonerà, per credenti e non credenti, in “dialogo a più voci” con musica.
Dedicato a Federico, Alexander e Umberto
Letture: Erica Galloni, Giuliana Ventura, Franco Dragoni, Tommaso Spanò
Intermezzi musicali: Bruna Panella e Giancarlo Vighi - clavicembalo "Dowd" dono di Federico Colombo
A cura di: Giovanni Guzzi e Alessandro Gandini
in collaborazione con

https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/i-dialoghi-di-pace-diventano-eco-2872559.html
I DIALOGHI di PACE sono una “lettura con musica” del Messaggio che il Papa a Capodanno rivolge all’Umanità per la Giornata Mondiale della Pace.
Suddiviso fra attori-lettori, le cui voci si intrecciano e si incalzano come in un vero e proprio dialogo e si alternano alla musica, il Messaggio diventa opportunità di preghiera e meditazione per tutti: non solo per chi si professa cristiano cattolico ma anche per chi si riconosce in altri riferimenti religiosi, o non ne ha alcuno.
Un’introduzione musicale accoglie l’ingresso in chiesa creando un’atmosfera di raccoglimento adeguata a predisporsi spiritualmente all’ascolto e rispettosa del luogo sacro.
La proposta piace perché, allestita con una formula semplice, rende gradevole accostarsi a un testo che, normalmente, solo pochi leggono per intero.
Questa iniziativa di sensibilizzazione sulla pace, avviata nel 2007 nella chiesa Regina Pacis di Milanino (MI) - dal 1914 voluta come tempio votivo diocesano per la pace - in numerose località di Lombardia e d’Italia è diventata una tradizione importante promossa dalle comunità religiose e civili e sostenuta dalle più varie realtà dell’associazionismo dei rispettivi territori di riferimento.
Fra questi, le Diocesi di Milano, Fano, Foggia e Vigevano, con date anche a Cusano Milanino, Cinisello Balsamo, Seregno, Lecco, Varese, Giussano, Barbaiana, Muggiò, Novate Milanese, Saronno, Vimercate, Agrate Brianza, Gorgonzola, Castelveccana, Arese, Desio, Cornaredo, San Giuliano Milanese, Malgrate, Nerviano, Cologno Monzese, Sesto San Giovanni, Monza, San Pietro all'Olmo, Lissone, Urbania, Brezzo di Bedero, Castelleone, Paderno Dugnano e Inzago.
Chi volesse COPIARE l’iniziativa è INCORAGGIATO a farlo.
Per informazioni: www.rudyz.net/dialoghi o scrivere a
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Alexander Langer 1995-2025
LETTERA A SAN CRISTOFORO
La conversione ecologica
Caro San Cristoforo, ti ricordo dipinto in tante chiesette di montagna.
Tu - omone robusto, barbuto e vecchio - trasportavi il Bambino Gesù sulle tue spalle da una parte all’altra del fiume, e si capiva che era per te suprema fatica e suprema gioia.
Eri un soldato con tanta voglia di fare che, pur rispettato e onorato per il tuo valore, ti sentivi sprecato.
Forse stanco di falsa gloria, ne desideravi di quella vera. Così ti sei stabilito sulla riva di un pericoloso fiume per traghettare - grazie alla tua forza fisica eccezionale - i viandanti in difficoltà.
In questa così umile mansione, non proprio la “Grande Causa” di cui eri assetato, ti capitò di aiutare un bambino, compito per cui non occorreva certo essere un gigante come te. Solo dopo aver iniziato la traversata ti accorgesti che era il più gravoso della tua vita, e comprendesti di aver trovato il Signore che valeva la pena servire.
Oggi siamo in una situazione simile alla tua, che richiede forze impari, come a te quando dubitavi di farcela. Perché il cuore della traversata che ci attende è il passaggio da una civiltà del “di più” ad una del “può bastare” o del “forse è già troppo”.
Caro San Cristoforo, oggi dovresti ispirare chi dall’automobile passa alla bicicletta, al treno o all’uso dei propri piedi! Il fiume da attraversare separa la sponda della perfezione tecnica sempre più sofisticata da quella dell’autonomia dalle protesi tecnologiche. Dovremo traghettare dalle tante alle poche kilowattore, dalla super-alimentazione chimica ad una nutrizione più equa e compatibile con l’equilibrio ecologico e sociale, dalla velocità supersonica a tempi e ritmi più umani e meno energivori, dalla produzione di troppo calore e scorie inquinanti a più armonia con la natura. Passare, insomma, dalla ricerca del superamento dei limiti ad un nuovo rispetto di essi e da una civiltà sempre più artificiale a riscoprire semplicità e frugalità.
Non basterà la paura della catastrofe ecologica a convincerci a cambiare strada. Ci vorrà una spinta positiva, come quella che ti fece cercare una vita ed un senso diverso e più alto da quello della tua precedente esistenza. La tua rinuncia alla forza e la decisione di metterti al servizio del Bambino ci offrono una bella parabola della “conversione ecologica” oggi necessaria.
il testo completo su: WWW.RUDYZ.NET/ALEXLANGER
























